sabato 19 agosto 2006

Il lavoro

In questi giorni d'estate in cui il carico di lavoro è diverso dagli altri mesi dell'anno mi viene un pò da riflettere. Su questo argomento ho fatto un breve sondaggio tra le persone che conosco e ho tirato un pò le somme.
Vorrei cominciare con il mio punto di vista: io adoro il mio lavoro e sono felice di aver scelto questa professione, mi reputo in gamba e non credo che ci sia nessuno in grado di smentire questa mia affermazione. Ma purtroppo mi trovo a ricoprire un ruolo che non mi rappresenta, non mi sento per niente un'infermiera d'ambulatorio dove la cosa che ti professionalizza di più è prendere il peso e la pressione delle persone. Mi sento che posso dare molto di più sia dal punto di vista professionale che personale. Mi sento una strumentista di sala operatoria, pronta alle urgenze e ai rapporti con pazienti veramente malati e non con ipocondriaci che fanno controlli inutili e si lamentano delle attese. Odio alcuni dei miei colleghi di lavoro, frustrati dai loro compiti e competenze che solo per il puro gusto di rompere i coglioni alla gente dicono e fanno cose veramente indegne di ogni essere umano. Alla fine io lavoro le mie 6-7-8 ore e poi me ne vado, perchè la mia vita non è l'ospedale, ma tutto quello che è al di fuori. Vorrei entrare in quello spogliatoio con il cuore più leggero e non pensare che una volta dentro devi poi affrontare persone così stupide che creano malumore. Sono stufa di discussioni, chiarimenti e poi discussioni di nuovo, odio il rancore e l'invidia che hanno in tanti. Odio il dover rendere conto di ciò che faccio a tutti e soprattutto odio quelle persone che per il solo gusto di ferire dicono e fanno cose per me assolutamente inconcepibili. Odio questa mia condizione di precarietà in questo ambulatorio in cui sono costretta a comprire i buchi e assecondare le abitudini di altri, e vieni criticata per qualsiasi cosa fai o non fai. Vorrei poter avere i miei spazi come sono sempre riuscita a raggiungere, ma questa volta sto trovando davvero tante difficoltà. Odio chi ricorre ai sindacati predendendo di non fare cose che sono di loro competenza, e vogliono delegarla ad altri (considerati contrattualmente suoi superiori). Non mi pesano le mani a chiudere un secchio della spazzatura, l'ho sempre fatto, ho addirittura passato lo straccio per terra per venire incontro alle esigenze di tutti e in particolar modo dei pazienti. Ma non tutti capiscono che queste devono essere eccezzioni e che se in gruppo esistono figure professionali diverse è perchè ci sono cose diverse da fare. Io di certo non mi metto a fare il medico e di questo non me ne dispiace per niente. Sono onorata di essere un'infermiera e non faccio le carognate.
In sostanza ho notato che tutti si lamentano del proprio lavor, c'è chi si lamenta perchè lavora troppo e chi perchè lavora troppo poco; chi non si vuole più svegliare alle 5 di mattina e chi vorrebbe lavorare più ore; c'è chi si lamenta di guadagnare troppo poco e chi rinuncerebbe allo stipendio così alto per dedicarsi a famiglia o ad amici; chi vuole un contratto fisso e chi ce l'ha si sente troppo legato all'ambiete lavorativo; chi si lamenta perchè il lavoro è troppo lontano da casa e chi vorrebbe girare il mondo per il lavoro; chi odia tutte le responsabilità che ha e chi non riesce a firmare nulla a suo nome. Gira e rigira alla fine ci lamentiamo tutti.
Vorrei tornare indietro di 50 anni in cui lavorare i campi era il lavoro di tutti e si collaborava senza invidie e ipocrisie, si lavorava con il sorriso, nessuno aveva la forza per essere insoddisfatto e lamentarsi, perchè si rishiava di tornare a casa e trovare il piatto vuoto perchè non erano riusciti a guadagnare i soldi per il pane quotidiano.

venerdì 18 agosto 2006

Fai da te

Ogni volta che mia madre viene a casa mia siamo grandi architetti. Abbiamo fatto di nuovo un bel cambiamento per casa. Abbiamo nuovamente girato i mobili e modificato l'assetto geologico del mio appartemento. Tanto per cominciare ho tolto la vecchie scarpiera e l'ho sostituita con una più piccola e comoda. Ho comprato un piccolo mobiletto e l'ho dipinto con lo spray bianco e l'ho montata tutta da sola. Ho spostato il mobile del pc e la libreria. Guardavo tutta soddisfatta la mia casetta e se penso che mi è costata solo 40 euro mi rende ancora più felice. Mi diverto a cambiare e rendere sempre più mia la mia casa. Il guardare ogni volta un mobile o un quadro e dirmi l'ho fatto quasi tutto da sola e come mi pare e piace. Anche se non sempre i risultati sono eccellenti questo mi spinge ancora di più a migliorarmi e provare ad osare ancora di più!

martedì 15 agosto 2006

Ferragosto


Il ferragosto è arrivato e quest'anno niente mare. Mi è un pò mancato, il sole, l'ombrellone e i gavettoni sulla spiaggia. Ma quest'anno è diverso dal solito, dagli altri 27 che ho passato, mi sento così diversa. Avevo così voglia di starmene a casa, sul divano a riposarmi e fare quattro chiacchiere con la mia cara amica che mi è venuta a trovare e finalmente ho conosciuto il suo boyfriend. Sono diversa e me ne rendo conto, ma in finale mi sento più serena.

venerdì 11 agosto 2006

L'estate

L'estate è sempre stata la mia stagione prefita, il caldo, la calma e tanto sole. La voglia di vivere e di fare mille cose è sempre tantissima... peccato che Roma ad agosto è sempre completamente vuota!!! Aiuto!!!

lunedì 31 luglio 2006

Molly

Ho passato una settimana con Molly, la micetta di Marzia. Sono felice di essere stata in sua compagnia, ci troviamo molto bene insieme. Certo ha un carettirino e bel pò di vizietti. Ma con me ha rigato dritto! Abbiamo giocato davvero tanto, ho le mani completamente ricoperte di graffi e buchi a causa dei suoi dentini che stanno nascendo. Ha imparato a mordere altre cose oltre le mie dita e non gli ho fatto mangiare quelle scatolette costosissime che mi avevano portato. Ho notato che non le mangiava per fame, ma solo per gola e che poco dopo si seccava e non se le mangiava e alla fine della giornata sembrava puzzare di muffa! Così si è mangiata tante crocchette che gli fanno bene. La notte è piuttosto dispettosa e sono stata costretta a cacciarla, ma se facevi finta di dormire ti dava i bacetti. La mattina ti riempie di coccole e il risveglio è veramente piacevole.
Ma stasera Marco e Marzia vengono a riprenderla e so già che mi mancherà tantissimo. Spero che i suoi genitori vadano presto in vacanza così starò ancora un altro pò in sua compagnia!!!

mercoledì 26 luglio 2006

Dieci anni

Oggi sarebbero stati dieci anni che io e Fabio stavamo insieme e invece non ero con lui. Mi sono fatta un pò di domande e le risposte un pò mi hanno sorpreso. Ho 27, quasi 28 anni e 10 sono un terzo della mia vita; ho quasi tutti i miei ricordi con lui vicino. Ho quasi solo bei ricordi, nè liti, nè discussioni, niente. Solo un lungo anno di crisi. Mi manca la sua presenza e la nostra abitudine, lo stare insieme ed il parlarsi. Ma adesso non c'è più al mio fianco. Ho lottato tanto per cercare di impedire la nostra rottura, ma è stato impossibile. Mi ero inaridita e non riuscivo ad essere felice. Sono convinta di aver fatto la scelta giusta e non me ne pento. Adesso guardo la mia vita con occhi diversi e con prospettive molto differenti da prima. Sono più indipendente, anche se a volte più sola. Purtroppo certe cose sono inevitabili. E forse noi non eravamo destinati a stare insieme per tutta la vita come speravo.
Certe cose sono inevitabili e continuare a trasciarci era inutile.
Ora voliamo da soli e spero che nessuno dei due ricordi questi anni come persi.

martedì 25 luglio 2006

Anteprima


Piccola anteprima delle foto del matrimonio di Lucia.

lunedì 24 luglio 2006

Il matrimonio

In questi giorni di matrimoni ho fatto una lunga riflessione. Lucia e Giuseppe, innamorati discreti e inseparabili e Nello e Sonia, amici e colleghi a cui voglio molto bene.
Già hanno deciso di cambiare la loro vita, Lucia come Sonia legata alla sua famiglia e inseparabile dai propri fratelli e sorelle. Giuseppe che ha atteso per tanto la persona giusta e Nello che diceva che lui e la vita coniugale erano due cose troppo lontane. E invece hanno indossato i loro abiti ed hanno detto sì. Davanti ad un prete in una chiesa e a tutti noi; con la serenata, il vestito, il trucco e l'acconciatura, i fiori, le fedi, il riso, il banchetto, le danze e le bomboniere. Tutto, non hanno tralasciato nulla, rispetto nelle tradizioni. Adesso mi domando... e io? Che cosa voglio costruire? Fino a qualche mese fa sognavo tanto quel giorno, anche io il vestito, i fiori e tutto il resto. Volevo costruire la mia famiglia con una persona e adesso non è più al mio fianco. Adesso mi trovo in una condizione molto differente. Non lo voglio più, non voglio dire quel "sì". Voglio solo poter passare il tempo con le persone che stimo e amo e semmai viverci insieme, ma senza quegli anelli al dito. La famiglia è una cosa troppo importante e non mi sento ancora pronta a questo passo.

sabato 15 luglio 2006

Auguri



Auguri mia dolce sorella. Sei bellissima con questo vestito, il tuo sorriso ha cancellato le mie lacrime per l'emozione. Sono felice che il tuo sogno si è finalmente materializzato. Ti voglio bene e ti auguro ancora tanta felicità e al tuo maritino Giuseppe.

martedì 11 luglio 2006

Capelli

Non riesco a capire perchè ogni volta che decido di cambiare qualcosa finisce sempre che il primo passo lo faccio dal parrucchiere. Ho tagliato tutto, corti, ma non abbastanza, volevo tagliare di più, ma Gianluca, il mio parrucchiere, me lo ha vietato. Troppo corti non ti ci sai vedere, intanto comincia così. E via tutto tranne un pò di frangetta. Che liberazione! Via tutti quei capelli, che mi ricordavano vecchie e ormai finite speranze e desideri. Ogni volta che mi pettinavo o mi legavo i capelli pensavo al motivo per cui me li ero fatti crescere e mi si riempiva il cuore di malinconia. Così via tutto! Addio a false speranze che animavano il mio cuore.
Poi apro la mail e trovo una lettera inaspettata, Fabio mi ha chiesto se potevamo risentirci.... Proprio lui me lo chiede? Non ci credevo davvero. Così ho risposto con poche parole, sicuramente non potevano essere fraintese. Non so come comportarmi e come evitare altre incomprensioni, ho sempre odiato le sue prese di posizioni ma a malincuore l'ho rispettate, deve essere lui a chiamarmi di nuovo e forse lo sta capendo. E di questo sono felice.

lunedì 10 luglio 2006

I mondiali

Oggi non mi va di fare un post sui mondiali, su quanto sono forti e bravi e belli i nostri calciatori. Sinceramente non me ne frega niente. Non mi ha mai entusiasmato questo mondo, anzi lo schifo, non trovo giusto che per uno sport, uno sportivo e una squadra ci sia un tale giro di soldi. Per cui ho visto le partite in modo freddo e distaccato. Ma ho voglia di parlare di come sia un evento sociale, in cui si incontra e si conosce tanta gente. Giuliano mi ha praticamente costretto a vederle, prima a casa sua a mangiare pizza congelata. Poi ieri sera siamo andati a casa di un amico di un'amica di Giuliano, mio amico.... che casino.... ero un pò preoccupata, visto la mia incapacità di relazionarmi con persone che non conosco. Questa volta al contrario, mi sono trovata subito a mio agio, ridento e scherzando con tutti. Sembrava che li conoscevo da una vita e come al solito è finita a prendermi in giro.... sono sempre la solita! L'unico neo è stato un ragazzo con cui ho preso subito confidenza, peccato che ad un certo punto la situazione è degenerata e mi sono trovata in difficoltà in un paio di occasioni. Continuo a non capire perchè meno mi interesso agli altri più loro si interessano a me. Sono un vero disastro... :-)

sabato 1 luglio 2006

Addio


Ancora ricordo la tua accoglienza in questo ospedale, ero sperduta e non sapevo che fare e tu mi hai guidato.
Ancora ricordo quando ricoverata in isolamento ti sei tolto la mascherina di protezione per baciarmi, "Silviè, che ci fai qui dentro?" furono le tue parole.
Ancora ricordo quando spaventata mi hai accompagnata in sala operatoria per il mio secondo intervento, e quando al risveglio ti ho trovato accanto che cercavi di ripararmi da quel freddo che avevo dentro.
Ancora ricordo quando seduti su quella panchina abbiamo parlato e mi hai detto "Passerà, dopo un brutto periodo c'è sempre la luce".
Ancora ricordo quando passavi davanti al mio ambulatorio e ogni volta mi salutavi con un abbraccio ed un bacio.
Ancora ricordo due giorni fa quando ti ho incontrato davanti all'entrata e mi hai augurato tante belle cose ed io ti ho ringraziato, per tutto quello che mi hai dato e per il supporto in questo periodo così triste.
Sono felice di averlo fatto, perchè adesso non ci sei più e non avrei più potuto dirtelo, te ne sei andato, la tua vita è finita da solo e inspiegabilmente, ma sono riuscita a dirtelo.
Ciao pierpa e mitttico!

venerdì 23 giugno 2006

Non passa

Inutile, non va, non riesce ad andare bene un bel niente. Sono stanca, sempre di più e non riesco a trattenere le lacrime. Piango, piango e piango. Il mio controllo dopo un mese di sospensione dalla terapia è andato malissimo, la malattia che mi segnato il polmone e l'ultimo anno della mia vita non è ancora finita, continua a rimanere dentro di me e per quanto cerco di sforzarmi non se ne vuole andare. I medici hanno detto che forse dovrò ricominciare la terapia di nuovo. Non posso nemmeno immaginarlo. Avevo così creduto alla fine di questo incubo che adesso è tornato a perseguitarmi. Non riesco a tirarmi su il morale e non credo di avere più la forza per combatterla. Sono debole, lo so, ma le energie e la volontà mi hanno abbandonato.

sabato 17 giugno 2006

Piccionicini

Questa mattina sono uscita sul terrrazzo e dentro un vaso ho trovato questi splendidi piccioncini, sono nati da poco, sono così indifesi ed è bello vedere la loro mamma piena di premure. Ho deciso di adottarli e gli ho lasciato un pò di cibo, spero che apprezzino. Che bella questa stagione, tutto rinasce.

venerdì 16 giugno 2006

Triste

In questi giorni, e cominciano ad essere troppi, continua questa situazione di tristezza. Tutta la situazione e gli ultimi eventi della mia vita mi stanno scoraggiando. Sono stufa di tutti questi problemi, vorrei essere più tranquilla e vivere le giornate serenamente e invece non mi è possibile. Al lavoro ogni giorno ci sono problemi, tutti a discutere su compiti, competenze e turni di lavoro, vorrei solamente entrare, far passare le mie sei ore ed andarmene, invece c'è sempre qualcuno a rompere e a polemizzare. Gli amici non riesco a vederli quasi per niente a causa di tanti problemi logistici e solo qualche telefonata mi aiuta a tirare avanti. L'università, lasciamola perdere, oltre i casini per le lezioni ci sono pure i compiti da fare a casa; sembra di essere tornata al liceo, ma non doveva essere una laurea specialistica o sbaglio? Si stanno impegnando a demotivarci tutti. Siamo davvero una classe fastidiosa, stiamo per togliere posto ai medici, per prenderci gli spazzi che ci meritiamo e la cosa non sta bene a tutti.... che schifo....

lunedì 12 giugno 2006

La festa

Sono andata alla festa della mia migliore amica. Dovrei essere felice nel sapere che è stata contenta di vedermi e di aver passato una splendida serata in compagnia dei suoi amici. Ma non lo sono. I motivi sono tanti, ma non voglio ferire nessuno, perchè l'unica ad essere ferita sono io. Sapevo chi avrei incontrato e già avevo immaginato il nostro incontro dopo tanti mesi, ma vedere il ghiaccio nei suoi occhi mi ha disintegrato il cuore. Non sono riuscita a muovermi per tutta la sera, lo dimostrano le numerose foto in cui non sono mai presente. Ho passato tutto il tempo a cercare di evitarlo, sapevo che non voleva vedermi al punto di rinunciare alla festa della sua migliore amica, e per non rovinare tutto ho cercato di essere il più trasparente possibile. Ho bevuto diversi bicchieri di vino, con il cervello spento si sta molto meglio. Gli avrei tanto voluto parlare, ma quel ghiaccio era veramente troppo duro e sapevo già come avrebbe reagito anche alla sola domanda "Come stai?", quindi l'ho evitato, ma ho notato con dispiacere che nemmeno lui me l'ha chiesto. Solo alla fine quando sono andata via scortata da Maria Rosaria e Carmine ubriaca al punto che non riuscivo a reggermi in piedi, l'ho salutato con un "Stammi bene" e me ne sono andata via. Per tutto il giorno successivo ho ricevuto telefonate per sapere perchè non gli ho parlato, ma rispondo a tutti con una semplice domanda: chi è stato a dirmi di stare alla larga?

sabato 10 giugno 2006

Riflessioni

In questi giorni sto passando molto tempo a riflettere, a cercare di capire me stessa e coloro che mi sono intorno, cossa voglio e soprattutto chi voglio vicino a me. Ieri ho fatto una lunga chiacchierata con M.Rosaria e sono arrivata ad una serie di conclusioni. In primis che sto passando un bel periodo della mia vita e che devo smetterla di lamentarmi e di vedere tutto nero. Non mi manca niente e piano piano le cose si stanno risolvendo, anche quelle di salute. Al lavoro va così e così, non riesco ancora a trovare una mia identità in quel maledetto ambulatorio, forse mi toglieranno alcune limitazioni e forse (e dico forse) qualcosa potrebbe cambiare. All'università i casini sono sempre tanti, la professoressa che cambia gli orari in continuazione e è sempre più difficile riuscira a seguirle; ma il desiderio di apprendere e crescere professionalmente è sempre alto. La mia famiglia è semplicemente splendida, ho due genitori che vivono per me e due sorelle magnifiche che mi adorano e anch'io gli voglio un bene tale che è davvero difficile riuscire a descrivere. Gli amici, quelli che sono rimasti, sono davvero pochi, ma sono i migliori che potevo desiderare. Certe situazioni ti fanno capire quanti e quali sono e soprattutto cosa hai fatto bene a perdere. Riuscire a superare quella frase è ancora molto doloroso ..... stai alla larga.... stai alla larga ..... stai alla larga.... mai avrei immaginato che tre parole potevano far così male. Però l'ho fatto e mi sono creata una nuova vita, la vita di una Silvia che ha deciso di vivere tutte le sue emozioni e le sue passioni. Ma sta sera mi aspetta una dura prova, tutti i fantasmi del passato torneranno e non voglio sporcare questo periodo con loro. Ma sono situazioni inevitabili. Io ho ritovato una mia serenità, da sola e senza nessun tipo di forzatura, e le persone che mi hanno allontanato, per il solo gusto di farmi soffrire lo capiranno. Silvia sta superando tutte le difficoltà e come si può bene vedere adesso, lentamente, sta tornando la luce nella sua vita.

giovedì 8 giugno 2006

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita la passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda

mercoledì 7 giugno 2006

Auguri amichina



Farti semplicemente gli auguri è veramente poco. Sei stata la persona a me più vicina in quest'ultimo periodo e non riuscirò mai di ringraziarti. Sei la mia più cara amica. Ti voglio bene

venerdì 2 giugno 2006

A volte

A volte ti guardi allo specchio e ti guardi fissa negli occhi e ti domandi che cosa stai facendo della tua vita e dove stai andando e non trovi le risposte. Continui a fissarti e vedi il vuoto nei tuoi occhi, non riesci a ricordare che cosa significa la serenità e la voglia di star bene con te stesso e gli altri e ti accorgi che gli occhi sono rossi e pieni di lacrime e non riesci a spiegartelo. Piangi di fronte a quello specchio e continui a fissare il vuoto dentro di te. Mi sto inaridendo e non riesco a smetterla. La vita mi ha messo di fronte a troppe prove e non sono più in grado di superarle.