venerdì 7 dicembre 2007

Panico

Con la mente ancora ovattata dalle vacanze ieri sera mi squilla il cellulare... "Pronto?".... "Silvia, come stai? Sono il CapodeiCapi, ti stavo cercando".... "?????" ...... e questo perché mi cerca? Non mi pare di aver fatto dei danni negli ultimi giorni..... "Mi dica Prof. CapodeiCapi" ........ "Ho bisogno di te. Domani dovrei tenere una lezione al corso di Laurea e visto che non posso ho pensato che tu mi potevi sostituire" ........ Caspita, il CapodeiCapi mi sta chiedendo di sostituirlo... la sua materia è difficilissima e forse una delle più importanti per gli studenti dell'ultimo anno.... non ci credevo. Gli dico di sì senza fare troppe domande..... "Adesso ti invio il materiale per la lezione".... Ok grazie.
Chiudo la conversazione tutta contenta, ma quando apro la mail capisco che c'era la fregatura. E chi caz** ci capiva niente di quelle cose, non sapevo nemmeno dove stavano di casa!!!!
Panico Panico Panico Panico
Prendo un bel respiro e passo tutta la notte a studiare.
Entro in aula e il videoproiettore non funziona.....
Panico Panico Panico Panico
Finalmente si accende ma le slides della lezione che fino a dieci minuti prima si vedevano benissimo erano completamente NERE!!!!
Panico Panico Panico Panico
E adesso che caz** gli racconto a questi???? Arriva un ragazzo e mi chiede di registrare la lezione.... sono prove della mia figuraccia.... No No .....
Panico Panico Panico Panico
Poi inizio a parlare, con il solo vantaggio che tanto loro ci capivano meno di me. Finisco la lezione e scappo, senza fare il solito finale "Ci sono domande"
Spero che il CapodeiCapi non venga mai a sapere degli esiti di questa lezione, in assoluto la peggiore che io abbia mai fatto.

mercoledì 5 dicembre 2007

Auguri

Ci siamo lasciati da quasi due anni ma resti comunque una persona molto importante nella mia vita.
Buon Compleanno!

lunedì 3 dicembre 2007

La mia piccola fuga

In pochi sapevano di questa mia piccola pausa di relax che mi ero ritagliata tra una lezione ed un'altra.

Io e le mie adorate sorelle lasciamo il freddo italiano per mete più calde, volo per Sharm el Sheikh con il solo desiderio di dimenticare gli ultimi cinque mesi della mia vita. Arriviamo in questo bel villaggio pieno di tante belle sdraie.... evvai che parte l'ozio più totale!!!

La mattina arriva un ragazzo che ci convince a fare una prova di Diving e incuriosita decido di provare. Valentina ne esce sconfitta, io al contrario una volta messa la testa dentro l'acqua capisco che il meraviglioso mondo del Mar Rosso era assolutamente magnifico e degno di essere scoperto.

Poche informazioni e decido di iscrivermi al corso. Così passo le giornate in acqua e seduta a seguire le lezioni (lo so, pure in vacanza mi metto a studiare!). Purtroppo il tempo dedicato a Lucia e Valentina è stato meno di quanto avrei voluto.

La prima immersione a cinque metri la passo attaccata al mio "pazientissimo" istruttore, poi dopo qualche cazziatone e tante birre da offrire comincio a divertirmi.

L'ultimo giorno si parte in barca e scopro che il mio sogno nel letto di quell'ospedale stava per diventare realtà.

Girando qua e là per la barriera corallina incontriamo una tartaruga marina e nuotiamo una affianco all'altra. Non è immaginabile e tantomeno descrivibile quello che ho provato.

Non finirò mai di ringraziare i miei istruttori, Manlio e Claudio, la loro passione è arrivata direttamente nel mio cuore. E mentre ricevevo il brevetto ho realizzato che si era aperto un nuovo mondo tutto da scoprire. Ho già promesso a tutti che a marzo, dopo la tesi, tornerò a trovarli!

Quando sono partita ho guardato il cielo e trovata Cassiopea ho deciso di dedicare a questa vacanza la sua stella più luminosa.


Questo è tutto il mio gruppetto, partendo da sinistra: Francesco, Claudio, Io, Domenico, Manlio e Rita.

Tra poco arriveranno anche le altre!

mercoledì 21 novembre 2007

Vergognatevi e basta

I Savoia chiedono all'Italia 260 milioni
"E' il risarcimento per 54 anni di esilio"

ROMA - I Savoia chiedono 260 milioni di euro allo Stato italiano come risarcimento per i danni morali subìti in 54 anni di esilio: 170 milioni li vuole Vittorio Emanuele; 90 suo figlio Emanuele Filiberto. Ma non è tutto: oltre agli interessi sulle somme richieste, i Savoia vogliono anche la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della nascita della Repubblica Italiana. Lo rivela un servizio che andrà in onda questa sera su RaiTre a Ballarò.

"Una ventina di giorni fa - anticipa la redazione del programma televisivo - la famiglia Savoia ha chiesto ufficialmente i danni al governo italiano con una lettera di sette pagine inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Romano Prodi redatta dai legali dei Savoia Calvetti e Murgia".

Tra i motivi della richiesta di risarcimento illustrati nella lettera e spiegati da Emanuele Filiberto in un'intervista al programma di RaiTre ci sono "i danni morali subìti durante l'esilio per la violazione dei diritti dell'uomo stabiliti così come stabilito nella Convenzione Europea del 1948".

Secca la replica del governo. Attraverso il segretario generale della presidenza del Consiglio Carlo Malinconico - conclude la redazione di Ballarò - il governo ha fatto sapere che "non solo non ritiene di dover pagare nulla ai Savoia, ma pensa di chiedere a sua volta i danni all'ex famiglia reale per le responsabilità che ha avuto nella storia italiana".

Dubbi, quanto meno sull'opportunità di chiedere proprio adesso il risarcimento, sono stati sollevati anche da un fedelissimo di casa Savoia, Sergio Boschiero, segretario nazionale dell'Unione Monarchica Italiana: "L'avocazione allo Stato dei beni del re fu la prima grande rapina dopo la caduta della monarchia, ma non mi sembra il momento opportuno per rivendicazioni".

Giudizio che non trova d'accordo il portavoce di Casa Savoia, Filippo Bruno di Tornaforte, che ricorda cause simili intentate da altri ex regnanti: "E' il caso della Grecia, che ha dovuto pagare un cospicuo risarcimento a re Costantino e alla sua famiglia per l'ingiusto esilio".

Per questo, a ridosso della prescrizione che scatterebbe alla scadenza dei cinque anni dal rientro in Italia, i Savoia sembrano davvero decisi a fare causa allo Stato. L'ex famiglia reale è rimasta in esilio dal 1946, anno in cui si svolse il referendum che fece dell'Italia una repubblica al 2003, quando rientrarono nel nostro Paese grazie alla legge costituzionale approvata l'anno prima, legge che cancellava gli effetti delle disposizioni transitorie della Costituzione. Gli anni di esilio sarebbero 56 ma per la richiesta di risarcimento i Savoia si basano sulla data di approvazione della Convenzione Europea, quindi sul 1948.

Quanto ai proventi dell'eventuale vittoria processuale, Tornaforte precisa che andrebbero a una neonata "Fondazione Emanuele Filiberto di Savoia" che li destinerebbe "in opere di beneficenza e di sostegno alle fasce sociali più disagiate".
La Repubblica
(20 novembre 2007)

martedì 20 novembre 2007

Nozze di diamante



Sono traguardi difficili da raggiungere, ma sono davvero felice che i miei carissimi nonni ce l'abbiano fatta. Vedere quei due vecchietti festeggiare 60 anni di vita insieme mi ha fatto capire come l"amore eterno" possa realmente esistere.
Auguri e vi voglio bene!
Nella foto sono proprio loro quando erano ancora fidanzati!

giovedì 1 novembre 2007

Il parcheggio

Questa mattina mi sono svegliata presto così ho deciso di andate in un grande centro commerciale vicino casa.
Considerato il fatto che codesto centro ha molti posti auto e diversi ingressi arrivando in orario d'apertura ho trovato facilmente posto in prossimità di una entrata. Ho fatto un giretto per negozi ed una sosta al supermercato.
Quando ha cominciato ad affollarsi un pò troppo per i miei gusti ho ripreso la strada del parcheggio. Mi avvicino all'auto e mi accorgo che una macchina si ferma vicino alla mia. Mi guardo intorno e vedo poco più avanti tanti posti liberi, così non mi preoccupo più di tanto. Carico le buste in auto, metto la cintura, accendo il motore ed una sigaretta, il tutto con molta calma. Quando mi accorgo che la signora nell'auto comincia ad imprecare contro di me. La guardo senza capire se ce l'aveva davvero con me. Apro il finestrino e gli chiedo se ha dei problemi... questa ha cominciato ad insultarmi.... mi dovevo sbrigare che lei aspettava il mio posto.... gli dico gentilmente che ci sono altri 7mila parcheggi e non mi sembrava il caso di fare tutta quella scenata. Questa continua a dirmi che mi devo levare da... (immaginate bene dove) perchè lei voleva proprio quello vicino all'entrata...
Mi è salito il veleno. Senza rispondere, sono scesa dall'auto e mi sono diretta nuovamente verso l'entrata del centro commerciale. Questa ha continuato a mandarmi accidenti e mentre la guardavo con sufficienza se ne va poco più avanti e parcheggia in uno degli altri 6999 posti. Io torno indietro e me ne vado.
Tornando a casa pensavo come il dover parcheggiare è pari ad una guerra, se quella aveva una pistola mi avrebbe tranquillamente sparato.
E chi per un posto travolge due motociclisti, li manda in ospedale e gli cambia la vita...

martedì 30 ottobre 2007

Chi sono?



Una mattina come tante entro al lavoro, come al solito avevo da ridire qualcosa alla caposala. Entro sbattendo la porta e inizio con la lista delle lamentele.
Poi esco con un diavolo per capello e mi trovo questo ragazzo, alto ed elegante, che mi dice.... "Scusa ma tu sei Silvia?" lo guardo un pò sorpresa e gli rispondo di non riconoscerlo affatto. "Sono Massimo O." dice lui. Non ci potevo credere. Uno dei miei più cari amici di quando ancora adolescente frequentavo la parrocchia sotto casa. Non riesco a descrivere la gioia di quell'abbraccio.
Parlando mi ha raccontato di essere un avvocato, insieme abbiamo parlato di tutti gli altri della comitiva e di come tutti in un modo o nell'altro era cresciuto.... attori, mamme, manager....
Dopo averlo salutato mi sono fermata a pensare.
Io chi sono adesso? Dove mi ha portato la vita fino ad adesso?
Non sono riuscita a rispondere subito. Ma oggi ho capito.
Non sono sposata e non ho figli e forse la persona giusta per me non esiste.
Ma sono un'infermiera. Lo sono in ambulatorio, mentre cerco di rianimare una persona o semplicemente parlando con un paziente. Sono un'infermiera seduta come studentessa su quei banchi universitari. Sono commissaria in un concorso pubblico. Sono una docente universitaria. In classe con gli studenti mi chiamano professoressa.
Sono orgogliosa di me stessa e di tutto quello che ho fatto nella mia vita.

mercoledì 17 ottobre 2007

Nubi



A volte pensi che con un leggero soffio di brezza puoi mandarle via, ma poi mi accorgo che inesorabilmente tornano.

sabato 13 ottobre 2007

Chiamatemi Lupin!



In questi giorni la voglia di fare qualsiasi cosa non mi è ancora tornata. Dovrei fare tante cose ed in realtà non riesco a concludere molto.
Ieri avevo un esame (-4 all'alba) e solamente vedere quelle dispense mi dava la nausea, sempre gli stessi argomenti, sempre le stesse cose da dire, possibile che in corso di Laurea Specialistica anche se le materie cambiano il nome sono tutte uguali?
Così già era poca la voglia di studiare e tanto meno l'interesse, così ieri mi sono seduta su quella sedia senza aver letto una sola parola delle oltre 400 pagine da studiare. Il mio è stato un vero e proprio furto.
26, firmo e porto a casa!
Sono un fenomeno!!!

martedì 2 ottobre 2007

QI

In questi giorni al telegiornale sento spesso parlare dei famosi Test di Ammissione ai Corsi di Laurea, nelle interviste i ragazzi si lamentano del fatto che sono test sul Quoziente Intellettivo, e spesso difficili da superare.
Io non mi sento un genio eppure tutti i test li ho sempre superati, quello per infermiere, per fisioterapista e della Laurea Specialistica, ogni test un voto positivo.
Ma continuo ad essere scettica.
Non mi sento tutto sto fenomeno.
Così mi sono messa a girare per la rete, così ho continuato a navigare ed ho trovato un sito con un test per valutare il QI ed ho provato.

Il risultato mi ha sorpreso

Il mio QI è di 112.

Considerato che il valore della normalità è di 100, sono davvero felice, anche se per entrare al Mensa è necessario avere 130.

Mi sono sentita così Intelligente, brava e un mezzo fenomeno.

Poi ho provato ad attaccare il mio nuovo fax e non ci sono riuscita......
forse questi test vanno un pò rivisti......

giovedì 27 settembre 2007

Incatenata



Sono davvero stufa di questa prigione, di questi problemi e odio il destino che mi mette sempre alla prova.
Provo a dare degli esami che vanno in modo davvero mediocre, provo ad andare ad un convegno ma non riesco a seguirlo, provo a camminare e non ci riesco, sogno di partire ma vengo fermata, mi accreditano lo stipendio che è dimezzato.
Penso di averne avute abbastanza ora basta sono davvero al limite.
Per favore, adesso, chiunque tu sia, vai a prendertela con qualcun'altro, io la mia parte di vita te l'ho data!

domenica 16 settembre 2007

Benvenuta Elisa



Adesso che ho ripreso la quasi totale indipendenza sono riuscita a prendere la macchina e venire da te. Un viaggio difficile e forse un pò troppo lungo per la mia zampetta, ma sono arrivata sana e salva.
Ti ho trovata lì candida che dormivi tra due guanciali, nel cuore ho sentito una scossa, di gioia e tenerezza.
Una delle mie più care amiche adesso è mamma.
Elisa è nata ed ha cambiato Maria Rosaria in una donna.
Sei bellissima, anzi siete bellissime.
Vi voglio bene

lunedì 27 agosto 2007

Un pò di più per ripartire



Non sarà facile e rapido ricominciare un vita normale, con tutti i suoi impegni, gli amici, il lavoro e tutto il resto.
Non avrò una partenza da centometristra, ma forse sarò un maratoneta.
In questi giorni ho avuto modo di pensare tante volte a quello che mi è capitato in questi due mesi, la mia vita è stata fermata completamente. Adesso ho una lunga cicatrice sulla gamba, delle stampelle nuove, una scatola di cateteri in bagno e tanti brutti sogni ogni notte.
Non riesco ancora a rimuovere quell'auto bianca venirmi addosso, Giuliano che urlava e tutto il dolore che ho sentito e sento ancora.
Cerco di essere forte e serena ma non lo sono completamente.
Il dolore dentro non riesco a superarlo.
Tutto ciò perchè il signor E. voleva parcheggiare e noi volevamo andare al mare.
Ma sono felice di avere tante persone vicino, la mia famiglia che non mi ha mai lasciato nemmeno un minuto da sola, gli amici che anche con un semplice messaggino mi facevano sentire la loro presenza, telefonate e lettere inaspettate mi hanno fatto piangere lacrime di gioia.
Una piccola festa e finalmente sento che finalmente si riparte.

domenica 22 luglio 2007

domenica 15 luglio 2007

Basta poco per fermarsi



Sentire il vento caldo di quella domenica pomeriggio, i sandali, il costume e l'asciugamano nella moto.
Vedere la spiaggia avvicinarsi.
Trovarsi di fronte un' auto bianca.
Tenersi forte e sperare.
Rendersi conto di non avere più il controllo della tua vita.
Volare per metri.
Svegliarsi con il mio migliore amico che urla il mio nome.
L'odore ed il caldo dell'asfalto.
Capire che qualcuno ti aveva fermato.
Ma che eri ancora lì.

sabato 30 giugno 2007

La mia agenda

Dire che è piena è dir poco. Sono arrivati (finalmente) gli orari delle prossime due settimane. Sono da suicidio. Da una parte sono contenta di aver preso le ferie estive in questi giorni, perchè lavorare era impossibile. Dall'altra parte mi rode davvero tanto. Dovrò rinunciare alla tesi di una mia carissima amica, ad andare a trovarne un'altra incinta di sette mesi che ha bisogno di me, ma soprattutto dovrò rinunciare ad una settimana al mare che già avevo organizzato. Che palle! E così le mie ferie vanno riccamente a quel paese. Qualcuno mi dice che ne raccogliero i frutti, per il momento me li sto prendendo tutti in testa!

domenica 24 giugno 2007

Popeye

Quando si sente stanco e pensa di non farcela, tira fuori le sue scatolette di verdure e sconfigge i nemici e tutti vissero felici e contenti.
Mi sento come Braccio di Ferro.
Ieri sera mi ha aiutato tanto parlare con te, avevo bisogno di qualcuno che mi capisse e che mi faceva un pò piangere sulla sua spalla. Ma soprattutto avevo bisogno degli "spinaci" e tu lo hai fatto. Quando sei un marinaio è importante avere un faro che ti aiuti a trovare la strada per il porto.
Grazie, ti voglio bene.

venerdì 22 giugno 2007

Voglio lasciare tutto

Alla fine ho sbroccato, non ce la faccio più, hanno superato tutti i limiti possibili. Ancora che continuano a mettermela nel cu** e secondo loro devo aver ancora "pazienza". Bhè sta volta basta. L'ho terminata tutta. Sono due anni che continuo a fare la scimmietta che gira su TUTTI gli ambulatori di quello schifoso ospedale. Ogni giorno devo entrare in quel box, con la borsa in mano e aspettare la caposala che mi dice dove devo andare a lavorare in base ai problemi dei miei colleghi.... con figli... famiglia... ed altri vari ed eventuali. Quindi ogni mattina devo entrare in un servizio e ricordare gli "usi e costumi" di tutti gli altri. Ho sollevato ripetutamente la mia situazione di precarità che cominiciava a pesarmi. Ogni volta le stesse risposte, ma ogni volta le cose vanno diversamente. Sono arrivata ad un punto in cui ho cominciato a dare segni di intolleranza. Quando una mia collega è andata in maternità sono andata dalla caposala a chiedere una sistemazione un pò più decorosa. Poi arriva questa nuova, io ho due bambini piccoli ed in tre giorni ho girato tre ambulatori doversi. Ehi, gli dico io, sono due anni che giro su 27 stanze, adesso tocca a te! Alla caposala faccio le mie osservazioni del caso. Poi escono i turni di Luglio. E io sono ancora in giro e lei nel posto che avevo chiesto io. Ho urlato che non era giusto, ebbene la risposta è stata: "Silvia tu sei così brava, sai fare tutto..... e poi tu non hai nè figli nè famiglia, quindi resti così" Allora adesso lo urlo a piena voce MI SONO ROTTA I COG***ONI!!!!!! E' davvero assurdo come viene gestito il personale, una Laurea Specialistica in arrivo, titoli vari e pubblicazioni li posso usare solo in bagno al posto della Carta Igienica. E poi veder fare le "medicazioni avanzate" con il Cicatrene..... penso che ciò basti da solo. Sono arrivata al limite, la stanchezza ha preso il sopravvento. Giovedì sostengo l'ennesimo esame, al termine parlo con il professore e alla fine mi ha risposto "Signorina, secondo me lei è davvero sprecata!", non ne voglio proprio parlare. Nel frattempo oggi ho sostenuto un altro esame ed ho preso un altro 30. Sarà utile solamente a far crescere la carta del gabinetto. Altro che burn-out ..... e con questo concludo il mio sfogo.

domenica 17 giugno 2007

Ma che CAZZO stai dicendo 3???

Pensavo che lo storia era finita e invece leggete un pò....

Se l'infermiere va al potere in corsia

LA FEDERAZIONE nazionale degli infermieri ha comprato ieri un'intera pagina del Corriere della sera per confutare ciò che avevo scritto sulla mia rubrica "Linea di confine" a proposito dei mutamenti avvenuti nella loro professione. ANCHE se è inconsueto ribattere a una pagina pubblicitaria, per di più di un altro quotidiano, la questione sollevata ci sembra di tale impatto per il futuro del servizio sanitario e per la cura dei pazienti da meritare un ulteriore approfondimento. Inoltre il tema rappresenta un vero e proprio test di quale deriva stravolgente possa innestare in un paese come il nostro la pulsione al corporativismo di categoria, di quanta incoscienza possano dar prova i ceti politici quando legiferano per assicurarsi consenso laddove la forza del numero fa premio su ogni logica coerente, di quanto in questo, come in tutti i settori pubblici, l'interesse degli addetti ai lavori finisca sovente per prevalere sui diritti e le attese degli utenti, col contributo delle rappresentanze di categoria, soprattutto quelle autonome dalle Confederazioni. Prima di entrare nel merito desidero ribattere a quanti hanno considerato irrisorie e sprezzanti alcune mie considerazioni che, pur non essendo uso a complimenti formali, ho sempre nutrito rispetto e stima, anche per tante esperienze personali, per quell'esercito di infermiere ed infermieri che lavorano con dedizione, capacità, spirito di sacrificio al servizio dei pazienti, spesso in condizioni disagevoli e sempre mal pagati. Sgombriamo, dunque, il campo da equivoci e risentimenti reciproci e veniamo al punto centrale che riassumerei in quel passaggio del paginone dell'Ipasvi dove si afferma giustamente che «l'integrazione professionale e il lavoro di squadra sono una necessità ineludibile per ogni organizzazione sanitaria moderna»; subito dopo, però, si precisa «che il ritorno a rigide gerarchie tra professioni non solo è anacronistico ma risponde a vecchie logiche di potere». Il dissenso nasce qui e si àncora ad un giudizio, più volte espresso, sugli effetti destabilizzanti e anche distruttivi di taluni (sottolineo «taluni», a scanso di generalizzazioni) aspetti della riforma universitaria e delle molteplici modifiche di quella sanitaria. In particolare l'introduzione del cosiddetto 3+2 e la moltiplicazione dissennata dei corsi di laurea (dovuta alla rincorsa corporativa accademica) ha creato, assieme a una miriade di cattedre, una miriade di nuove «professionalità» con titoli di laurea dottorale di prima e di seconda fascia. Nell'ambito sanitario, come mi informa il sottosegretario on. Patta (ds), ben 22 sono queste nuove scienze, che vanno dall'infermieristica all'igiene dentale, dagli addetti di laboratorio ai podologi, dagli psicologi agli assistenti sociali. Se ciò significasse che una serie di figure, già operanti da sempre nei nosocomi, sono messi in grado di certificare il raggiungimento di un più qualificato livello culturale e tecnologico e, di conseguenza, l'ottenimento di una più ampia autonomia operativa e di uno stipendio più decente, il passaggio sarebbe assolutamente positivo. Per contro la perplessità nasce, invece, quando si legge, nello scritto, sempre del sottosegretario, «che ogni operatore esercita la propria professione all'interno del proprio ambito operativo... mentre i medici restano titolari della diagnosi clinica (da non confondersi con la diagnosi infermieristica, ndr ), degli atti medico-chirurgici e della prescrizione della terapia farmacologica » . Questa suddivisione giuridica ha come ricasco che ogni categoria ha una sua progressione di carriera con propri primari del tutto indipendenti dai primari medici. Come immaginare che una siffatta frammentazione conduca ad un lavoro interdisciplinare armonico? Provano il contrario le numerose e-mail ricevute. Cito per tutti quello di una infermiera , laureata presso l'Università di Firenze, che mi spiega: «L'epoca in cui la caposala (oggi infermiere coordinatore) rispondeva al primario è ben lontana... l'infermiere è l'unico responsabile dell'assistenza infermieristica generale e non c'è medico che possa sindacare processi e pianificazioni assistenziali... la legge inoltre afferma come ci siano settori in cui si richiede che la dirigenza sia affidata all'infermiere... non esiste gerarchia tra infermieri e medici e il medico non avrà mai responsabilità per ciò che fa l'infermiere». Affermazioni anche psicologicamente significative. Non credo, però, che il problema vada affrontato sotto l'ottica dei rapporti di potere ma alla luce degli interessi del malato e dell'organizzazione ospedaliera, in particolare nelle corsie. Confesso che sono un partigiano della medicina olistica, quella, cioè, che prende in carico l'uomo nel suo assieme e non come somma delle sue varie parti. Per questo ho molti dubbi sugli eccessi di specializzazione anche in ambito medico ed invidio la pratica americana (basta guardare una delle tante fiction in materia) dove tutti gli specialisti si riuniscono attorno al malato ed assieme pervengono alla diagnosi e alla cura. In questo ambito il massimo di competenza specifica, compresa quella infermieristica, si sposa col massimo di collaborazione. Da noi non è certo così e, se è giusto puntare ad una pratica multidisciplinare e ad un lavoro di équipe, l'approccio che mette tutte le categorie sullo stesso piano, negando la necessità che in corsia esista, accanto a vasti ambiti di autonomia funzionale, qualcuno che per competenza scientifica ed esperienza sia in grado di prendere decisioni di ultima istanza valide per tutti, vuol dire gettare le premesse per dissidi corporativi, caotica disorganizzazione, prepotere sindacale istituzionalizzato. Ma non è tutto. In Italia ci sono 342.000 infermieri, teoricamente tutti sulla rampa di lancio per il diploma dottorale (oggi l'offerta formativa universitaria è di 13.000 posti l'anno). L'organico attuale risulta, peraltro, basso e l'attività in molti ospedali è intralciata dalla carenza infermieristica (doppi turni, liste di attesa, bassa utilizzazione delle strutture chirurgiche e diagnostiche). Il ricorso a cooperative di extra comunitari è diventato necessariamente massiccio . Ora, se un certo numero di infermieri laureati, esperti di bioetica, risk management, etnografia, oltre che di assistenza del paziente, è certamente prezioso, resta il quesito sulla contraddizione obbiettiva tra le nuove classifiche professionali di tutti i neo laureati (o riconosciuti tali ope legis ) e le necessità quotidiane dei pazienti e dell'organizzazione ospedaliera. Sarebbe ipocrita pensare che un dottore in scienze infermieristiche non abbia l'ambizione di svolgere, tranne casi eccezionali, un'attività ben più qualificata del pulire il paziente e soccorrerlo nelle sue diurne e notturne necessità. Vi saranno dunque una quota crescente di neo professionisti non vocati a coprire le attuali carenze ma destinati a dar vita a una categoria intermedia, di difficile e costosa collocazione. D'altra parte la carenza degli infermieri tradizionali sarà coperta, nel migliore dei casi, dalla assunzione di nuovi Opa (operatori tecnici dell'assistenza, come vengono chiamati gli ex portantini) e di nuovi Oss (operatori socio-sanitari, i vecchi infermieri generici) autorizzati a «toccare» il paziente. Così senza acquistare una Tac in più, tagliando le medicine, scaricando molti oneri sulle famiglie, la spesa sanitaria salirà ancora senza costrutto. I sostenitori di questa riforma sindacal-corporativa si rifanno volentieri alla realtà anglo sassone. Dell'America abbiamo già accennato. Quanto all'Inghilterra è vero che l'infermiere ha un ruolo indipendente ma l'esempio purtroppo non calza, almeno per noi. L'Inghilterra è la patria del servizio infermieristico. La faccia della signora Florence Nightingale l'hanno messa addirittura sulla banconota da 10 pounds e le hanno dedicato anche una bella statua di fronte al Big Ben. Ma negli ospedali di Sua Maestà il servizio infermieristico è rigidamente gerarchico. Gli infermieri, e infermiere, tutti rigorosamente in divisa e cappellino hanno addirittura i gradi sulle spalline esattamente come i militari (infatti il servizio iniziò come servizio assistenziale militare a seguito dell'esercito inglese e la Nightingale ogni mattina passava in rassegna le sue nurses) e nelle corsie degli ospedali inglesi chi comanda, cioè la caposala o sister, si riconosce subito (non come da noi dove non conta quasi più nulla) essendo tra l'altro dotata di una elegante divisa blu a pois bianchi. Negli ospedali inglesi, infine, la carriera infermieristica è regolata da precise regole e periodici concorsi. Se si passa l'esame si attacca un altro gallone sulle mostrine. Da noi il caporalmaggiore non si distingue dal generale; tanto a far carriera ci pensano le leggi con le relative sanatorie e i rapporti sindacali.
(La Repubblica - Mario Pirani- giovedì 17 maggio 2007 - pagina 1)

Sono andata in bagno a vomitare dopo aver letto questo articolo..... è fiato sprecato e anche il mio povero pranzo.......

martedì 12 giugno 2007

Nuovo Look

Su gentile concessione de LaMarzia, ecco il mio nuovo look.
E' un pò d'impatto e assolutamente diverso. I commenti sono stati univoci nel dire che è decisamente "molto radicale" e nel dirmi "il taglio è molto bello", sul colore il sondaggio è ancora aperto: "Fanno Schifo", "Sono davvero belli", "Mi devo abituare"..... è strano come posso suscitare commenti così diversi. Bhé anch'io mi ci devo abituare e, forse, questa volta ho esagerato!