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martedì 28 ottobre 2008

Inaugurazione

Entro in quell'aula piena di gente, elegante come poche volte, seduti affianco a me, presidi, presidenti e personaggi dell'Università. Mi sento piccola piccola, quasi fuori luogo. Iniziano le varie presentazioni dei corsi, tutti gli studenti attenti e incuriositi dal nuovo mondo in cui si accingono ad entrare. Io seduta in un angolo, mi sembra di essere una di loro e non una Prof. Apro l'Ordine degli Studi e leggo il mio nome..... Poi ad un certo punto sento che mi chiamano ... devo fare un discorso sulle professioni sanitarie e tutto ciò che rappresentano... ma non mi sono preparata nulla... e adesso che faccio????
In preda al panico cerco con lo sguardo qualcun'altro disposto a parlare al mio posto, poi mi alzo, prendo il microfono in mano e inizio.... "buonasera a tutti e benvenuti, sono Silvia la Coordinatrice Didattica dei...... etc.... etc....." Continuo con una tranquillità che non credevo mi appartenesse. Poi l'applauso e tutti i professori che mi salutano con vigorose strette di mano ed io che ringrazio tutti per i complimenti e la fiducia.
Ancora non ci credo: il mio più grande sogno adesso è realtà.

giovedì 10 luglio 2008

La Gladiatoressa

E' appena finito il mio primo Consiglio di Laurea da Coordiantore Didattico in carica. E' stato davvero difficile organizzarlo, per tutta la settimana che ero al mare mi hanno tempestato di telefonate e nei giorni successivi mi sono dedicata quasi ed esclusivamente a questo impegno.
Notte in bianco per preparare tutto, doccia rapida e poi a decidere l'abito giusto (nemmeno per una serata ho impiegato tanto tempo a prepararmi!), esco con largo anticipo ed arrivo con un ritardo di 40 minuti. Stavano tutti aspettando me per iniziare. E già partiamo con il piede sbagliato.
Mai avrei immaginato di trovarmi in un'arena del genere, ero lì accerchiata da leoni pronti a sbranarmi. Stavo per avere una crisi di nervi, volevo scappare e mandare tutti al diavolo, ma sono riuscita a difendermi, ho tirato fuori gli attributi. Ho saputo tenere testa a tutti quei colossi universitari.
Oggi più che mai, ed a meno di trent'anni, sono assolutamente convinta di meritarmi tutti i miei titoli accademici.

"A 3 settimane da oggi, io mieterò il mio raccolto, immaginate dove vorrete essere perchè così sarà! Serrate i ranghi! Seguitemi! Se vi ritroverete soli a cavalcare su verdi praterie con il sole in faccia, non preoccupatevi troppo perchè sarete nei campi elisi.... e sarete già morti."
Il Galdiatore

domenica 25 maggio 2008

Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche



Stanca e stremata sono arrivata in quell'aula con il mio vestito nuovo, tre tomi blu in mano, ancora freschi di stampa, e tanta ansia. Sono stata l'ultima a discutere la mia spiritualità. Ma parlavo e guardavo la professoressa che annuiva, mio padre con gli occhiali da sole per nascondere le lacrime, la mamma emozionata che mi ha fatto venire un colpo al cuore, le mie sorelline con la macchinetta fotografica, i fiori ed un sorriso sul viso, i miei amici in fondo all'aula che mi ascoltavano quasi incantati e le mie colleghe stupite di quella persona che realmente sono. Prime due slide, vuoto in testa, qualche verbo sbagliato e le parole che non uscivano. Poi sono partita, grafici e ho tirato fuori tutto il mio entusiasmo di questo faticoso lavoro. La commissione attenta alle mie parole. Mi sono sentita potente, mi agitavo e battevo i pugni sul tavolo. Venti minuti che sono sembrati una manciata di secondi. Poi l'applauso finale di tutta l'aula, non saprò mai se lo hanno fatto perchè gli è piaciuta la mia discussione o semplicemente perchè così potevano andare tutti a pranzo.
Rientra la commissione e cominciano a dire tutti i voti. Mi chiamano, tranquilla mi avvicino, non mi importava il voto, finalmente tutti questi anni di studio sono finiti.
La proclamo Dottoressa Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche con voti 110/110 e lode!
Sono rimasta letteralmente a bocca aperta, poi le lacrime hanno cominciato a scorrere. Foto di rito e poi a casa a godermi il meritato riposo.
Vorrei ringraziare tutta la mia famiglia, il mio caro amico e collega Giuliano, Marzia, senza di lei non avrei mai tradotto quelle definizioni, Marco, Claudia e Francesco per essermi stati vicino, Simone e Betta per il loro sostegno, i miei colleghi per avermi aiutata con i turni. E tutti coloro che hanno avuto ficudia in me! Grazie di cuore.

mercoledì 21 maggio 2008

Ci siamo quasi

Studiare, scrivere e preparare la presentazione.
Non ce la farò mai.

mercoledì 16 aprile 2008

A.A.A. Cercasi aiuto

La tesi incombe e al lavoro non mi danno modo nemmeno di respirare.
Ho ancora molto lavoro davanti.
Cerco aiuto disperatamente!

giovedì 13 marzo 2008

SOS

Ho appena scoperto che la data della mia tesi sarà circa il 9 maggio. Dobbiamo consegnare tutti i documenti 45 giorni prima della discussione..... praticamente tra meno di due settimane. Tutto ciò è assolutamente impossibile. Ho scritto appena 10 pagine di un italiano che fa schifo e ancora una montagna di articoli in inglese da tradurre, capire e scrivere.
Non ce la farò mai.
Sono disperata, sto affogando nello studio.
Aiuto!

sabato 23 febbraio 2008

E' ufficiale

Adesso è tutto ufficializzato per cui ne posso parlare tranquillamente.
Sono diventata la Coordinatrice Didattica del corso di Laurea di primo livello in T.O. E' stata una scelta molto difficile, ma alla fine non ho potuto rinunciare a questa possibilità. Ieri c'è stata la presentazione in consiglio di Laurea, con tutti i professori, mi sono alzata in piedi e presentata davanti a quelli che fino a poco tempo fa erano i miei professori. Ero agitatissima. Non sapevo davvero che dire del mio curriculum.... alla fine è così poco che faccio questo lavoro. Ma un bel in bocca al lupo però mi è arrivato quasi da tutti. I soliti stron*i ci sono sempre, ma ho saputo ben rispondere alle loro provocazioni (mi sono stupita di me stessa). Mi dispiace solo della terra bruciata che mi ha lasciato la precedente coordinatrice. Ma spero tanto di riuscire a fare un lavoro dignitoso. Mi sono trovata accerchiata da tutti i professori che mi chiedevano cose che non sapevo davvero cosa fossero. Ero entrata nel panico. Mi sono chiusa in bagno ho preso un bel respiro e sono tornata di nuovo nell'arena. Avevo già pensato di mandare tutti a quel paese e tornarmene a casa. Ma poche ore dopo ho avuto il primo incontro con gli studenti del terzo anno. Ho capito che stare con loro, parlare, capire i loro problemi ma soprattutto farmi chiamare Professoressa mi piace troppo; improvvisamente tutte le mie paure sono passate. Adesso mi trovo in mano solamente un foglietto con una specie di orario, c'è parecchio lavoro da fare ma sono contenta!

mercoledì 6 febbraio 2008

Alla fine croce

Alla fine ho deciso per la croce, nel vero senso della parola! Ho deciso di accettare la proposta del Prof. Sono diventata la Coordinatrice di un corso di laurea di primo livello. Ho preso le due docenze univeristarie che mi sono state proposte. Ho iniziato a scrivere una tesi davvero difficile che quasi sicuramente diventerà una pubblicazione.
Sono davvero entusiasta di tutte queste novità sulla mia carriera, ma continuo a sentire questo peso sul cuore. Perchè tutti hanno questa fiducia nei miei confronti? Sarò davvero in grado di soddisfare tutte queste aspettative?
L'unica certezza che ho al momento è che la mia vita sociale è davvero compromessa!

domenica 16 dicembre 2007

Vi autorizzo


Con la seguente autorizzo tutti coloro che mi conosco o che vengano a contatto con la mia persona, anche se per un periodo limitato nel tempo, a tagliarmi tutte e dieci le dita e a cavarmi gli occhi dalle orbite se avrò intenzione di iscrivermi ad un altro corso di studi, qualsiasi esso sia. Grazie

venerdì 7 dicembre 2007

Panico

Con la mente ancora ovattata dalle vacanze ieri sera mi squilla il cellulare... "Pronto?".... "Silvia, come stai? Sono il CapodeiCapi, ti stavo cercando".... "?????" ...... e questo perché mi cerca? Non mi pare di aver fatto dei danni negli ultimi giorni..... "Mi dica Prof. CapodeiCapi" ........ "Ho bisogno di te. Domani dovrei tenere una lezione al corso di Laurea e visto che non posso ho pensato che tu mi potevi sostituire" ........ Caspita, il CapodeiCapi mi sta chiedendo di sostituirlo... la sua materia è difficilissima e forse una delle più importanti per gli studenti dell'ultimo anno.... non ci credevo. Gli dico di sì senza fare troppe domande..... "Adesso ti invio il materiale per la lezione".... Ok grazie.
Chiudo la conversazione tutta contenta, ma quando apro la mail capisco che c'era la fregatura. E chi caz** ci capiva niente di quelle cose, non sapevo nemmeno dove stavano di casa!!!!
Panico Panico Panico Panico
Prendo un bel respiro e passo tutta la notte a studiare.
Entro in aula e il videoproiettore non funziona.....
Panico Panico Panico Panico
Finalmente si accende ma le slides della lezione che fino a dieci minuti prima si vedevano benissimo erano completamente NERE!!!!
Panico Panico Panico Panico
E adesso che caz** gli racconto a questi???? Arriva un ragazzo e mi chiede di registrare la lezione.... sono prove della mia figuraccia.... No No .....
Panico Panico Panico Panico
Poi inizio a parlare, con il solo vantaggio che tanto loro ci capivano meno di me. Finisco la lezione e scappo, senza fare il solito finale "Ci sono domande"
Spero che il CapodeiCapi non venga mai a sapere degli esiti di questa lezione, in assoluto la peggiore che io abbia mai fatto.

sabato 13 ottobre 2007

Chiamatemi Lupin!



In questi giorni la voglia di fare qualsiasi cosa non mi è ancora tornata. Dovrei fare tante cose ed in realtà non riesco a concludere molto.
Ieri avevo un esame (-4 all'alba) e solamente vedere quelle dispense mi dava la nausea, sempre gli stessi argomenti, sempre le stesse cose da dire, possibile che in corso di Laurea Specialistica anche se le materie cambiano il nome sono tutte uguali?
Così già era poca la voglia di studiare e tanto meno l'interesse, così ieri mi sono seduta su quella sedia senza aver letto una sola parola delle oltre 400 pagine da studiare. Il mio è stato un vero e proprio furto.
26, firmo e porto a casa!
Sono un fenomeno!!!

sabato 30 giugno 2007

La mia agenda

Dire che è piena è dir poco. Sono arrivati (finalmente) gli orari delle prossime due settimane. Sono da suicidio. Da una parte sono contenta di aver preso le ferie estive in questi giorni, perchè lavorare era impossibile. Dall'altra parte mi rode davvero tanto. Dovrò rinunciare alla tesi di una mia carissima amica, ad andare a trovarne un'altra incinta di sette mesi che ha bisogno di me, ma soprattutto dovrò rinunciare ad una settimana al mare che già avevo organizzato. Che palle! E così le mie ferie vanno riccamente a quel paese. Qualcuno mi dice che ne raccogliero i frutti, per il momento me li sto prendendo tutti in testa!

domenica 17 giugno 2007

Ma che CAZZO stai dicendo 3???

Pensavo che lo storia era finita e invece leggete un pò....

Se l'infermiere va al potere in corsia

LA FEDERAZIONE nazionale degli infermieri ha comprato ieri un'intera pagina del Corriere della sera per confutare ciò che avevo scritto sulla mia rubrica "Linea di confine" a proposito dei mutamenti avvenuti nella loro professione. ANCHE se è inconsueto ribattere a una pagina pubblicitaria, per di più di un altro quotidiano, la questione sollevata ci sembra di tale impatto per il futuro del servizio sanitario e per la cura dei pazienti da meritare un ulteriore approfondimento. Inoltre il tema rappresenta un vero e proprio test di quale deriva stravolgente possa innestare in un paese come il nostro la pulsione al corporativismo di categoria, di quanta incoscienza possano dar prova i ceti politici quando legiferano per assicurarsi consenso laddove la forza del numero fa premio su ogni logica coerente, di quanto in questo, come in tutti i settori pubblici, l'interesse degli addetti ai lavori finisca sovente per prevalere sui diritti e le attese degli utenti, col contributo delle rappresentanze di categoria, soprattutto quelle autonome dalle Confederazioni. Prima di entrare nel merito desidero ribattere a quanti hanno considerato irrisorie e sprezzanti alcune mie considerazioni che, pur non essendo uso a complimenti formali, ho sempre nutrito rispetto e stima, anche per tante esperienze personali, per quell'esercito di infermiere ed infermieri che lavorano con dedizione, capacità, spirito di sacrificio al servizio dei pazienti, spesso in condizioni disagevoli e sempre mal pagati. Sgombriamo, dunque, il campo da equivoci e risentimenti reciproci e veniamo al punto centrale che riassumerei in quel passaggio del paginone dell'Ipasvi dove si afferma giustamente che «l'integrazione professionale e il lavoro di squadra sono una necessità ineludibile per ogni organizzazione sanitaria moderna»; subito dopo, però, si precisa «che il ritorno a rigide gerarchie tra professioni non solo è anacronistico ma risponde a vecchie logiche di potere». Il dissenso nasce qui e si àncora ad un giudizio, più volte espresso, sugli effetti destabilizzanti e anche distruttivi di taluni (sottolineo «taluni», a scanso di generalizzazioni) aspetti della riforma universitaria e delle molteplici modifiche di quella sanitaria. In particolare l'introduzione del cosiddetto 3+2 e la moltiplicazione dissennata dei corsi di laurea (dovuta alla rincorsa corporativa accademica) ha creato, assieme a una miriade di cattedre, una miriade di nuove «professionalità» con titoli di laurea dottorale di prima e di seconda fascia. Nell'ambito sanitario, come mi informa il sottosegretario on. Patta (ds), ben 22 sono queste nuove scienze, che vanno dall'infermieristica all'igiene dentale, dagli addetti di laboratorio ai podologi, dagli psicologi agli assistenti sociali. Se ciò significasse che una serie di figure, già operanti da sempre nei nosocomi, sono messi in grado di certificare il raggiungimento di un più qualificato livello culturale e tecnologico e, di conseguenza, l'ottenimento di una più ampia autonomia operativa e di uno stipendio più decente, il passaggio sarebbe assolutamente positivo. Per contro la perplessità nasce, invece, quando si legge, nello scritto, sempre del sottosegretario, «che ogni operatore esercita la propria professione all'interno del proprio ambito operativo... mentre i medici restano titolari della diagnosi clinica (da non confondersi con la diagnosi infermieristica, ndr ), degli atti medico-chirurgici e della prescrizione della terapia farmacologica » . Questa suddivisione giuridica ha come ricasco che ogni categoria ha una sua progressione di carriera con propri primari del tutto indipendenti dai primari medici. Come immaginare che una siffatta frammentazione conduca ad un lavoro interdisciplinare armonico? Provano il contrario le numerose e-mail ricevute. Cito per tutti quello di una infermiera , laureata presso l'Università di Firenze, che mi spiega: «L'epoca in cui la caposala (oggi infermiere coordinatore) rispondeva al primario è ben lontana... l'infermiere è l'unico responsabile dell'assistenza infermieristica generale e non c'è medico che possa sindacare processi e pianificazioni assistenziali... la legge inoltre afferma come ci siano settori in cui si richiede che la dirigenza sia affidata all'infermiere... non esiste gerarchia tra infermieri e medici e il medico non avrà mai responsabilità per ciò che fa l'infermiere». Affermazioni anche psicologicamente significative. Non credo, però, che il problema vada affrontato sotto l'ottica dei rapporti di potere ma alla luce degli interessi del malato e dell'organizzazione ospedaliera, in particolare nelle corsie. Confesso che sono un partigiano della medicina olistica, quella, cioè, che prende in carico l'uomo nel suo assieme e non come somma delle sue varie parti. Per questo ho molti dubbi sugli eccessi di specializzazione anche in ambito medico ed invidio la pratica americana (basta guardare una delle tante fiction in materia) dove tutti gli specialisti si riuniscono attorno al malato ed assieme pervengono alla diagnosi e alla cura. In questo ambito il massimo di competenza specifica, compresa quella infermieristica, si sposa col massimo di collaborazione. Da noi non è certo così e, se è giusto puntare ad una pratica multidisciplinare e ad un lavoro di équipe, l'approccio che mette tutte le categorie sullo stesso piano, negando la necessità che in corsia esista, accanto a vasti ambiti di autonomia funzionale, qualcuno che per competenza scientifica ed esperienza sia in grado di prendere decisioni di ultima istanza valide per tutti, vuol dire gettare le premesse per dissidi corporativi, caotica disorganizzazione, prepotere sindacale istituzionalizzato. Ma non è tutto. In Italia ci sono 342.000 infermieri, teoricamente tutti sulla rampa di lancio per il diploma dottorale (oggi l'offerta formativa universitaria è di 13.000 posti l'anno). L'organico attuale risulta, peraltro, basso e l'attività in molti ospedali è intralciata dalla carenza infermieristica (doppi turni, liste di attesa, bassa utilizzazione delle strutture chirurgiche e diagnostiche). Il ricorso a cooperative di extra comunitari è diventato necessariamente massiccio . Ora, se un certo numero di infermieri laureati, esperti di bioetica, risk management, etnografia, oltre che di assistenza del paziente, è certamente prezioso, resta il quesito sulla contraddizione obbiettiva tra le nuove classifiche professionali di tutti i neo laureati (o riconosciuti tali ope legis ) e le necessità quotidiane dei pazienti e dell'organizzazione ospedaliera. Sarebbe ipocrita pensare che un dottore in scienze infermieristiche non abbia l'ambizione di svolgere, tranne casi eccezionali, un'attività ben più qualificata del pulire il paziente e soccorrerlo nelle sue diurne e notturne necessità. Vi saranno dunque una quota crescente di neo professionisti non vocati a coprire le attuali carenze ma destinati a dar vita a una categoria intermedia, di difficile e costosa collocazione. D'altra parte la carenza degli infermieri tradizionali sarà coperta, nel migliore dei casi, dalla assunzione di nuovi Opa (operatori tecnici dell'assistenza, come vengono chiamati gli ex portantini) e di nuovi Oss (operatori socio-sanitari, i vecchi infermieri generici) autorizzati a «toccare» il paziente. Così senza acquistare una Tac in più, tagliando le medicine, scaricando molti oneri sulle famiglie, la spesa sanitaria salirà ancora senza costrutto. I sostenitori di questa riforma sindacal-corporativa si rifanno volentieri alla realtà anglo sassone. Dell'America abbiamo già accennato. Quanto all'Inghilterra è vero che l'infermiere ha un ruolo indipendente ma l'esempio purtroppo non calza, almeno per noi. L'Inghilterra è la patria del servizio infermieristico. La faccia della signora Florence Nightingale l'hanno messa addirittura sulla banconota da 10 pounds e le hanno dedicato anche una bella statua di fronte al Big Ben. Ma negli ospedali di Sua Maestà il servizio infermieristico è rigidamente gerarchico. Gli infermieri, e infermiere, tutti rigorosamente in divisa e cappellino hanno addirittura i gradi sulle spalline esattamente come i militari (infatti il servizio iniziò come servizio assistenziale militare a seguito dell'esercito inglese e la Nightingale ogni mattina passava in rassegna le sue nurses) e nelle corsie degli ospedali inglesi chi comanda, cioè la caposala o sister, si riconosce subito (non come da noi dove non conta quasi più nulla) essendo tra l'altro dotata di una elegante divisa blu a pois bianchi. Negli ospedali inglesi, infine, la carriera infermieristica è regolata da precise regole e periodici concorsi. Se si passa l'esame si attacca un altro gallone sulle mostrine. Da noi il caporalmaggiore non si distingue dal generale; tanto a far carriera ci pensano le leggi con le relative sanatorie e i rapporti sindacali.
(La Repubblica - Mario Pirani- giovedì 17 maggio 2007 - pagina 1)

Sono andata in bagno a vomitare dopo aver letto questo articolo..... è fiato sprecato e anche il mio povero pranzo.......

mercoledì 6 giugno 2007

Il leone in me è stanco

Sembra davvero difficile riuscire a fare tutto in solo 24 ore. Lunedì abbiamo avuto una discussione feroce con la Coordinatrice del mio "corso di laurea magistrale". Non si rende conto che per noi sarà praticamente impossibile sostenere i ritmi di lezione da lei imposti. Dobbiamo coprire un intero semestre di lezione in meno di 4 settimane. Soprattutto la discussione si è infuocata quando gli abbiamo fatto notare che in nessuna università d'Italia, chissà forse del mondo, a giugno e luglio si seguono lezioni. In finale il dibattitto è stato praticamente inutile e sterile, visto che non è cambiato nulla. Così mi trovo di fronte ad una programmazione delle lezioni estremamente densa, e dei turni di lavoro che sono completamente incompatibili.
La mia casa è trascurata, non ho nemmeno il tempo per fare la spesa, mangio solo schifezze varie, non riesco nemmeno ad andare al bancomat! Sono diversi giorni che mi sono ripromessa di fare delle telefonate e non ho il tempo materiale per farle.
Mossi da compassione, dopo una telefonata in lacrime, i miei genitori verranno a darmi una mano per qualche giorno. Come farei senza di loro?

sabato 19 maggio 2007

Un altro esame

Un misero 22 questo è il risultato del mio esame di psicologia del lavoro. Non è andato benissimo, ma visto quanto avevo studiato in questi giorni di festa è andato benissimo, ciò è stato possibile anche grazie a qualche "aiutino". Sono talmente demotivata in questi giorni che uscita da quell'aula ho preso la lista degli esami rimanenti e l'ho cancellato con una penna rossa. E' un esame in meno, questo è quello che conta.

martedì 8 maggio 2007

Ma che CAZZO stai dicendo 2

Chi por terà la padella fra tanti dott e prof?
"Una raffica di e-mail di protesta è seguita all'ultima «linea di confine» («Todos caballeros negli ospedali»). Alcune sono argomentate, altre sovrabbondano in insulti, con frasi ricorrenti testuali, il che lascia intravedere una regia sindacale concordata....
..... sottolineavo come questa riforma (Universitaria) si fosse incrociata con le innumerevoli mutazioni della sanità pubblica con conseguenze in parte positive (il livello più qualificato degli operatori) ed altre negative (una miriade di carriere indipendenti con la creazione di vertici pienamente autonomi). Riaffermo che la ricaduta sui pazienti e sull'organizzazione sanitaria può rivelarsi rischiosa. Alla fine alle corporazioni mediche si contrapporranno altrettante corporazioni non mediche senza alcun momento di direzione clinica unitaria. Invece che una integrazione dei saperi avremo una schizofrenia di carriere parallele, alimentate da sigle sindacali con forte influenza politica. Lo provano già a iosa le risposte esasperate che la mia analisi ha suscitato e a cui posso rispondere solo collettivamente. Ne cito un brano per tutte: «I medici sono disposti a lavorare con noi infermieri senza confondere la diagnosi medica con quella infermieristica? La legge ha riconosciuto l'infermieristica come professione sanitaria autonoma e non ausiliaria. Ne consegue che non possa sussistere dipendenza da figure diverse — medico od altri- e sia invece necessaria una struttura gerarchica autonoma» Opposta l'opinione dei sanitari. Il consiglio direttivo dell'Ordine dei medici e odontoiatri di Roma mi esprime «incondizionato apprezzamento» e il suo presidente, dottor Mario Falconi, scrive: «In troppi stanno operando per una sanità fatta da professionisti che rischiano sempre più di lavorare a compartimenti stagni e che non solo mal tollerano l'imprescindibile ruolo di sintesi che il medico deve avere nell'interesse primario dei pazienti. ma addirittura immaginano di sostituirsi ad esso. « Per concludere riassumo schematicamente la situazione. Oggi per diventare infermiere si accede ad un corso universitario, diviso in due livelli. Il primo consente l'acquisizione dopo tre anni del titolo di infermiere laureato (non di dottore). Se si continua per altri due anni si prende la laurea di II livello ed il titolo di dottore in Scienze infermieristiche. Va, però, evidenziato che tutti i titoli infermieristici acquisiti prima del 2000 (cioè prima della riforma delle professioni sanitarie) sono stati sanati e ope legis resi equipollenti alla laurea breve. La riforma, quindi, corona anche anni di sanatorie che hanno trasformato ope legis migliaia di portantini in infermieri con un tocco di magia politico-sindacale. Il primario non ha di fatto più alcuna voce in capitolo nella organizzazione, gestione e regolazione del personale infermieristico. Altro aspetto non irrilevante è che l'acquisizione di un titolo professionale indubbiamente più qualificato, in carenza di figure professionali di livello basso o intermedio, ha creato indubbi problemi nella gestione assistenziale del paziente. Un infermiere laureato aspira verosimilmente ad una attività professionale superiore. Quando tutti gli infermieri saranno laureati e masterizzati chi distribuirà le medicine ai degenti, chi porterà la padella o il pappagallo, chi metterà toglierà la flebo, chi dovrà farli mangiare? A che servirà un ospedale pieno di dottori in medicina o in scienze infermieristiche? Le conseguenze sono destinate ad ampliarsi con l'introduzione in corso d'opera di almeno una diecina di carriere parallele e autonome. La Regione Lazio, ad esempio, ha già disposto l'istituzione di nuovi servizi con relativa nomina di nuovi dirigenti per quanto riguarda, oltre all'assistenza infermieristica e ostetrica, i servizi di diagnostica strumentale, riabilitazione, prevenzione, assistenza sociale. Le nomine dei dirigenti per un triennio avverranno dopo un colloquio e la presentazione dei titoli. Non, però, dopo un vero concorso con graduatoria certa. La scelta spetterà, infatti, a una triade formata dal direttore sanitario e da due «esperti dell'area» (alias sindacalisti?). I più bravi e qualificati saranno destinati anche in questi casi a lasciare il passo ai meglio «targali»?

Mario Pirani
La Repubblica 30 aprile 2007

Il Collegio risponde così

Ho pianto di rabbia leggendo queste parole, sono davvero rammaricata e profondamente offesa. Io non sono spinta da nessun interesse politico sindacale. Ma ho solo una voglia di far crescere e rendere viva la mia professione.
Mi sento solamente di augurarle di non essere mai ricoverato, o di non aver mai bisogno di un infermiere nella sua vita. Specialmente di un "Dottore" come me.

lunedì 7 maggio 2007

Ho sempre odiato giocare in squadra

Sono davvero delusa che dopo tutto l'impegno messo per fare il lavoro di quell'esame sia andato tutto in malora. Tutto per colpa di chi faceva parte della mia squdra. Odio che tutti i giorni che ho perso sopra a quei libri siano stati inutili, perchè qualcuno si è limitato a fare semplicemente Copia/Incolla da dei siti. Siti che, ovviamente, conoscevano anche i docenti e che non si fanno certo prendere in giro da noi. Non lo sapevo, e comunque non sono stata giustificata. Purtoppo il voto che conta è nel complesso e non nella singolarità. Per cui tutta la mia fatica è andata in fumo.
Continuo a capire perchè amavo così tanto la ginnastica ritmica individuale. Io passavo le ore in quella maledetta palestra e se poi in gara sbagliavo, la colpa era solo mia. Al contrario nelle competizioni di squadra io potevo pure essere perfetta, ma bastava un errore delle mie compagne che faceva sfumare tutta la fatica di mesi di allenamento.
Odio giocare in squadra, voglio essere responsabile solamente dei miei errori e non di quelli degli altri.

martedì 27 febbraio 2007

Abbiamo cominciato



Le lezioni sono iniziate a pieno ritmo, sono intere settimane che le passo tra università e lavoro. Non riesco a vedere o fare altro. La mattina a lezione ed il pomeriggio in ospedale, tutto il giorno a lezione (sprecando giorni di ferie) o tutto il giorno in ambulatorio per recuperare le ore. Non riesco nemmeno più a dormire serenamente per paura di non ricordare se devo andare al lavoro o no. Torno a casa e collasso sul letto, per fortuna che in questi giorni sono venuti i miei genitori che mi hanno fatto la spesa, se no nemmeno mangiavo! Venerdì ho un esame e non ho nemmeno finito di studiare, mi sono accorta solamente oggi che mi mancavano le dispense di due lezioni. Non sò più a chi dare i resti.

Oggi sono usciti i turni di Marzo, con solo qualche giorno di ritardo... (vabbè lasciamo perdere) e tutto quello che avevo detto alla caposala non è stato assolutamente preso in considerazione, così ho dovuto fare un biglietto con tutti i turni da cambiare (praticamente tutti....). Devo capire perchè le famose 150 ore studio che mi spettano da contratto non le posso ancora usare fino a che qualcuno non si decide a mettere quella benedetta firma sulla delibera.

E poi a lezione parliamo di stress e difficoltà nella comunicazione...... basta che una si guarda allo specchio e po i certe cose non c'è nemmeno bisogno di studiarle....